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Servizi Beni Culturali

Il lavoro di Guida Turistica - Suggerimenti e consigli

Guida Turistica: la comunicazione che conquista i turisti stranieri

Paesi diversi implicano usi, costumi e valori diversi e anche una comunicazione verbale e non verbale differente. La guida turistica deve saper riconoscere queste differenze per facilitare la visita dei turisti.

Ogni giorno, le guide turistiche affrontano l'ardua sfida di gestire le differenze culturali, lavorando con turisti provenienti da ogni parte del mondo.

In generale, le differenze culturali esistono anche tra persone che appartengono alla stessa comunità di riferimento in quanto diverse sono le storie personali, l’esperienza, la formazione, l’età ed il livello di maturità professionale ed esistenziale.

Nelle relazioni con soggetti stranieri, a queste differenze, si aggiungono quelle che derivano dal sistema di valori, di credenze ed abitudini che sono tipici di paesi geograficamente distanti tra loro.
In particolare, la cultura e la lingua spesso possono erigere barriere, creare equivoci e influenzare negativamente la comunicazione. Tali differenze possono essere gestite meglio se risultano noti i tratti che caratterizzano un determinato contesto culturale, mentre può costituire un problema quando ci si trova di fronte ad atteggiamenti e comportamenti che non si è in grado di interpretare e comprendere correttamente.

Quando si gestisce una mediazione internazionale o anche solo una mediazione locale, con il coinvolgimento di soggetti dai retaggi culturali e tradizioni diverse, è necessario che il mediatore prenda in considerazione le differenze, valutandone il peso nella determinazione dell’atteggiamento emotivo dell’interlocutore. Alle guide turistiche il compito spinoso di divenire veri e propri traduttori culturali. A loro l'ardua impresa di educare, intrattenere e permettere di apprezzare diverse parti del mondo, eliminando ogni tipo di barriera e colmando ogni tipo di divario culturale.

Non è facile far sentire a proprio agio gli ospiti, rispettare i loro confini e comunicare in un modo che non offenda nessuna delle loro sensibilità uniche: ecco alcuni suggerimenti per impostare con successo il tour, senza trascurare le differenze culturali!

In particolare può essere opportuno:

1. Dotarsi di una maggiore flessibilità e essere pronti a vedere le cose da punti di vista diversi, abbandonando qualsiasi tipo di approccio univoco della realtà. Questo fatto richiede una grande disponibilità a mettere da parte i pregiudizi che spesso caratterizzano un determinato contesto culturale nei confronti di altre culture. D’altra parte se non si opera in questo modo prima o poi la comunicazione finirà per arenarsi e non saranno le imposizioni o gli atti di forza ad edificare un team motivato.

2. Per innalzare il livello di parità e ridurre i rischi di esclusione, occorre documentarsi con spirito di curiosità sulle tradizioni, usi, costumi, consuetudini delle culture con cui si entra in contatto. Ogni popolo ha, ad esempio, i propri temi tabù. È importante informarsi sui temi che culturalmente il nostro interlocutore potrebbe non gradire: per esempio evitare di parlare di politica con un Cinese, evitare di ironizzare sul Brasile con un brasiliano. Evitate di porre domande chiuse – ovvero domande che presuppongano un sì o un no come risposta - agli Orientali: per loro è molto importante compiacere l’interlocutore ed eviteranno in tutti i modi di rispondervi di no.

3. Non esistono regole di comunicazione non verbale univoche e un'adeguata conoscenza del contesto culturale con cui si ci relazione può scongiurare il rischio di offendere l’interlocutore. Non tutti i popoli, ad esempio, amano il contatto fisico. Infatti, presso gli Orientali, la stretta di mano non è prevista. Dal momento che i cinesi si sforzano di mantenere sempre l’armonia quando si trovano insieme ad altre persone, è importante sapere come comportarsi anche a livello di gestualità e mimica facciale, per non offendere nessuno o creare imbarazzo. Aggrottare le sopracciglia, mentre qualcuno sta parlando, viene interpretato come un segno di disaccordo: pertanto la maggior parte dei cinesi tende a mantenere un’espressione impassibile. È inoltre considerato irrispettoso guardare negli occhi l’interlocutore: specialmente in presenza di molte persone, i cinesi tendono ad evitare il contatto visivo e a guardare verso il basso per non mettere nessuno a disagio.

4. Cercare l'aspetto positivo degli altri approcci. Le differenze che persone di esperienze diverse portano a un gruppo possono essere una grande ricchezza.

5. Non sottovalutare il fatto che le differenze di lingua, se non accuratamente gestite, possono costituire un ostacolo ed una fonte potenziale di rischi che si vanno ad aggiungere ai rischi abituali. Controllare la velocità della conversazione: se parlate piano e in modo chiaro, questo incoraggerà il vostro interlocutore a fare altrettanto. Spiegare cose che potrebbero essere difficili da capire e mettere in evidenza le cose che i viaggiatori potrebbero altrimenti perdere.

6. Creare occasioni di contatto diretto e una comunicazione face-to-face. Il contatto diretto, la conoscenza personale, il guardarsi negli occhi, eccezion fatta per determinate culture, facilitano il rapporto interpersonale. Si possono scambiare meglio le proprie idee e categorie logiche, si può manifestare interesse in modo credibile, si può impostare una relazione di aiuto e supporto senza le barriere dovute alla distanza culturale. Ciò può consentire di superare l’emotività o timidezza di alcune persone quando si sentono impacciate per la differenza di lingua o abitudini.

7. Gli stereotipi sono il peggior nemico di una comunicazione interculturale costruttiva ed efficace. Pratica, pratica, pratica. Questa è la prima regola: infatti è solo dalle esperienze che realmente impariamo le regole della comunicazione interculturale. Non date per scontato che ci sia un modo giusto (il vostro!) per comunicare. La vera sfida è fornire occasioni di incontro, mettendosi in discussione in prima persona. Ciò significa che non basta imparare delle regole, ma è fondamentale conservare l’interesse a conoscere, comprendere e farci comprendere da colui/colei che ci sta innanzi. La comunicazione interculturale è un’arte che si impara strada facendo.

A cura di

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